← Tutte le storie

Lina e il faro delle lucciole

Una traversata gentile per scoprire che il coraggio nasce ascoltando e chiedendo aiuto.

Prima di iniziare

La stanza

Abbassa la luce, lascia una piccola lampada accesa e siediti vicino al bambino.

Le voci

Tre voci: narratore calmo, Lina curiosa e il guardiano con tono basso e gentile.

Per immedesimarsi

Una torcia coperta da carta gialla per imitare il faro e le dita che danzano come lucciole.

Nel paese di Rivaquieta, quando il sole scendeva dietro le colline, le finestre si accendevano una dopo l’altra. Lina amava quel momento: sembrava che ogni casa dicesse alle altre «Sono qui».

Una sera, però, il faro sull’isola rimase buio. Senza la sua luce, le barche dei pescatori non avrebbero saputo dove fosse il porto. Lina corse dal nonno, che custodiva una piccola barca blu. «Posso aiutare?» chiese.

Il nonno le consegnò un remo e una lanterna. «Il coraggio non è non avere paura», disse. «È ascoltarla, prepararsi e scegliere il passo più sicuro.» Insieme controllarono il cielo, indossarono i giubbotti e avvisarono la guardiana del porto.

Lina partì con il nonno. A metà del lago, una nuvola coprì la luna. Per un istante Lina strinse forte il remo. Poi respirò lentamente, proprio come le aveva insegnato la mamma: dentro contando fino a tre, fuori contando fino a quattro.

Dal canneto comparvero decine di lucciole. Non volavano a caso: formavano una scia dorata verso l’isola. Lina non le inseguì subito. Osservò l’acqua, ascoltò il nonno e seguì la rotta indicata dalla bussola. Le lucciole accompagnarono la barca come piccole amiche.

Nel faro trovarono il guardiano Arturo alle prese con una ruota bloccata. Lina illuminò gli ingranaggi, il nonno tenne ferma la scala e Arturo liberò la ruota. Nessuno avrebbe potuto riuscirci da solo.

La grande lampada tornò a girare. Il suo raggio accarezzò il lago e, in lontananza, le barche risposero con piccoli segnali luminosi. Lina sorrise: tutte quelle luci dicevano «Siamo qui, insieme».

Al ritorno, Lina ringraziò le lucciole, il nonno e perfino la sua paura. Le aveva ricordato di fermarsi, respirare e chiedere aiuto. Quella notte si addormentò sapendo che il coraggio può essere una luce condivisa.

Cosa ci insegna questa storia

Essere coraggiosi non significa fare tutto da soli: ascoltare e collaborare ci aiuta a trovare la strada.

Scegli un’altra storia →