Mina e il nido dei respiri
Una storia dolce per i più piccoli su famiglia, calma e piccoli respiri prima della nanna.
Preparate la magia
Prima di iniziare
Abbassa le luci, sistema il bambino sotto una coperta leggera e leggi con pause lunghe dopo ogni frase ripetuta.
Due voci morbide: narratore molto lento e Mina con tono piccolo e curioso. Ripeti le frasi dei respiri quasi sottovoce.
Una copertina, un pupazzetto morbido e una mano sul pancino per sentire il respiro che sale e scende.
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Mina era una piccola topolina con le orecchie tonde e il naso color pesca. Viveva in un cestino di vimini, accanto al letto grande, insieme a mamma Topina, papà Topino e Piuma, un uccellino di stoffa azzurro. Ogni sera, quando la finestra diventava blu e la luna salutava piano, il cestino sembrava un nido caldo. Mina si infilava sotto la copertina e ascoltava il fruscio lieve della casa che si preparava a dormire.
Quella sera, però, Mina non riusciva a stare ferma. Prima cercò il suo calzino con le stelline, poi girò Piuma da una parte e dall'altra, poi domandò: "La luna dorme?" Mamma Topina sorrise. "La luna veglia piano," rispose. Mina mise il musetto sul bordo del cestino. Fuori dalla finestra c'erano alberi scuri e lucine lontane. Tutto era tranquillo, ma dentro il pancino di Mina c'era un piccolo saltello.
"Il mio pancino fa tum tum," disse Mina. Papà Topino appoggiò una zampetta sulla coperta. "A volte il corpo racconta che ha bisogno di calma," spiegò. Non disse a Mina di smettere subito. Non la sgridò. Si sedette vicino a lei e respirò lentamente, come se stesse annusando un fiore invisibile. Mina lo guardò. Anche Piuma, con gli occhi cuciti, sembrava ascoltare.
Mamma Topina prese la copertina più morbida e la sistemò intorno a Mina. "Facciamo il respiro del nido," disse. "Dentro piano, come se il nido diventasse grande. Fuori piano, come se il nido dicesse buonanotte." Mina mise una zampetta sul pancino. Inspirò un pochino. Il pancino salì. Espirò un pochino. Il pancino scese. "Grande... buonanotte," sussurrò.
La prima volta Mina rise, perché l'aria le fece solletico al naso. La seconda volta sbadigliò, ma poi volle controllare se Piuma respirava anche lui. Mamma Topina gli mise una punta di coperta sulla pancia. "Piuma ascolta il tuo respiro," disse. Mina fece ancora: dentro piano, fuori piano. La stanza sembrò più morbida. Anche il rumore lontano di una porta diventò piccolo piccolo.
Poi arrivò un suono alla finestra: tic, tic, tic. Mina spalancò gli occhi. "Chi è?" Papà Topino guardò fuori. Era solo una foglia che salutava il vetro, spinta da un vento gentile. "La foglia fa tic," disse papà. "Noi facciamo respiro." Mina ripeté: "Foglia tic, Mina respiro." Dentro piano. Fuori piano. Il piccolo saltello nel pancino diventò una piccola onda.
Mamma Topina raccontò allora la storia del nido. "Di giorno il nido tiene giochi, briciole e domande. Di sera tiene carezze, respiri e sogni. Quando un pensiero corre, il nido non corre dietro. Lo guarda passare, poi torna caldo." Mina immaginò un pensiero con le gambette che faceva una corsa buffa sul bordo del cestino. Lo salutò con una zampetta. "Ciao pensiero," mormorò.
Papà Topino chiese a Mina di scegliere tre cose tranquille. Mina guardò la stanza. "La luna," disse. Poi toccò Piuma. "Piuma." Poi strinse la copertina. "Morbido." Ogni parola diventò un piccolo gradino verso il sonno. Luna. Piuma. Morbido. Mamma Topina ripeté le parole con lei, lentamente, senza fretta. Il nido sembrava dondolare anche se stava fermo.
Mina chiuse gli occhi, poi li riaprì. "Ancora una volta," chiese. Tutti fecero il respiro del nido insieme. Dentro piano, il nido diventò grande. Fuori piano, il nido disse buonanotte. La foglia alla finestra smise di fare tic. O forse Mina non la sentiva più, perché il suo corpo ascoltava la coperta, la voce della mamma e il calore vicino del papà.
Quando il sonno arrivò, non fece rumore. Si sedette accanto a Mina come un amico gentile. Mina abbracciò Piuma, lasciò cadere l'ultima domanda e sorrise appena. Mamma Topina le baciò la fronte. Papà Topino spense la lampada piccola. Nel cestino di vimini restarono tre cose tranquille: la luna alla finestra, una copertina morbida e un respiro lento che saliva e scendeva.
Il seme da portare con sé
Cosa ci insegna questa storia
Quando ci sentiamo agitati, una voce calma e un respiro lento possono aiutarci a ritrovare sicurezza.